Quando l’uranio diventa pericoloso?

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Quando si pensa a qualcosa di particolarmente pericoloso, che potrebbe mettere a rischio l’esistenza persino del genere umano, il pensiero sovente va all’uranio: questo infatti è il principale componente delle bombe nucleari, che potenzialmente potrebbero radere al suolo il mondo intero se scoppiasse una guerra.

Ma l’uranio è così pericoloso?

L’uranio è un metallo pesante a elevata densità presente in natura: di per sé, quindi, non è particolarmente pericoloso anche se comunque tossico, dato che se ne rilevano piccole quantità nel suolo, nell’aria, nell’acqua e nel cibo.

Il problema sorge quando questo metallo viene impiegato per alimentare le centrali nucleari e in particolare per il processo di fissione nucleare. 

Più nello specifico, l’uranio 235 è l’unico isotopo fissile che si può trovare in natura: questo significa che se viene bombardato da neutroni in una centrale nucleare ha una grandissima probabilità di subire il processo di fissione.

Bisogna comunque chiarire che in natura esistono due tipi di uranio, l’isotopo 238 e il 235. L’uranio 238 è quello più abbondante mentre l’uranio 235 è molto raro: soltanto quest’ultimo può essere utilizzato nei reattori nucleari a fissione. 

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